Un tuffo musicale nel passato analogico

Vicopisano, 5 giugno 2015 – a cura di G.A. Cignoni & A. Magnani

Suono e musica sono dati: si registrano, si conservano, si riproducono. Dal fonografo del 1877 ai formati digitali di oggi, le tecnologie hanno segnato l’ascolto della musica contribuendo a farla diventare un fenomeno diffuso. Le tecnologie influenzano anche come la musica si produce, mentre le suggestioni del progresso ispirano i musicisti. Infine, la musica fa da sottofondo al tempo che passa.

Prima dell’emmepitré è una collaborazione fra HMR e il GAP Record Store per divertirsi esplorando come la musica era prodotta, conservata e riprodotta prima, appunto, dell’MP3. Con una certa preferenza al molto prima: i formati analogici e le tecnologie puramente meccaniche.

La storia dei fonografi è densa di vicende: concorrenza, fusioni, brevetti, marchi registrati, produzione di strumenti e di dischi si intrecciano sulle due sponde dell’Atlantico. I primi fonografi commerciali sono del 1888, usavano i cilindri a cera di Thomas Edison che potevano anche essere incisi. Ma la registrazione non ha molto mercato, i più volevano cilindri preincisi per ascoltare musica e canzoni: il catalogo Columbia del 1891 contava già 10 pagine. Nel 1894 Emile Berliner iniziò a usare i dischi e registrò il marchio Gramophone. I cilindri uscirono di scena e dopo un po’ di indecisioni sulla velocità di rotazione e sulla dimensione dei dischi, nei primi anni ’20, 78 giri al minuto e 10 pollici diventarono lo standard. La tecnologia del fonografo è, nella sua semplicità, sublime. Si può raccontare e lo faremo volentieri a chi avrà la voglia di chiedere e la pazienza di ascoltare, ma si può anche solo ascoltarla e stupirsi.

A Vicoretrò come “hardware” ci sono un His Master’s Voice Model 103 da tavolo degli anni ’20 e un Columbia Grafonola 204 portatile degli anni ’30. I primi fonografi avevano una vistosa tromba esterna icona della rappresentazione popolare di questi oggetti. In realtà, fu presto sostituita con canali di amplificazione interni, meno ingombranti e acusticamente molto più sofisticati. Come “software” abbiamo portato dodici brani che saranno suonati durante la giornata, a richiesta o come ci va. Nei precedenti appuntamenti con Prima dell’emmepiré la scelta dei brani seguiva un tema studiato, questa volta abbiamo semplicemente adottato il criterio “ci piace e ci piace farvelo ascoltare”.

I brani scelti per Vicoretrò
01. Man from the South, Joe Venuti’s Blue Four (con Rube Bloom), Odeon, 1928
02. When the Saints Go Marching In, Tommy Brookins & his Dixieland Jazz Band, Vogue Music, ~1930
03. Comes Love, Carol Gibbons & his Orchestra, Columbia, ~1933
04. Undecided, Ella Fitzgerald & Chick Webb, Brunswick, 1939
05. Vivere, Carlo Buti e Coro, Columbia, 1940
06. Tico Tico, Ethel Smith and the Bando Carioca, Fonit, 1944
07. Conosci mia cugina, Dino Olivieri e la sua Orchestra, La Voce del Padrone, 1946
08. Rumba Azul, Nilla Pizzi, La Voce del Padrone, 1947
09. Rock-a-Beatin’ Boogie, Bill Haley and his Comets, Fonit, 1952
10. Johnny is the Boy for Me, Les Paul & Mary Ford, Capitol, 1953
11. Only You, The Platters, Mercury, 1955
12. Hound Dog, Elvis Presley, RCA Italiana, 1956